Un’avventura spaziale

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di Prisca Amoroso

Il sogno di una natura addomesticata ha animato, in tutti i tempi dei quali abbiamo memoria, battaglie, lavoro, guerre, viaggi. Dalla costruzione di imbarcazioni, all’uso degli animali come macchine – le bestie da soma, gli allevamenti industriali -, alle strade di ferro che corrono al far West, ovunque sono le tracce di questo tentativo, che è insieme di dominio e di domesticazione, di accoglienza e di violenza.

E ovunque sono anche le tracce di una ricerca dell’avventura, vissuta per se stessa, senza conclusione che non sia la promessa di una nuova partenza. La speranza che ci sia sempre, e ancora, qualcosa da scoprire, un’isola da raggiungere, un pianeta da battezzare, una tribù da conoscere. Ma bella più di tutte l’Isola Non-Trovata, dice una poesia di Gozzano.

Miti colonialisti e sogni di libertà, bandiere issate a conquista e fughe piratesche.

Lo sbarco del primo uomo sulla Luna condensa questa contraddizione. La strategia politica, la precisione ingegneristica, e l’odore acerbo di qualcosa di sconosciuto, che si profila all’orizzonte e che richiede l’attenzione di tutti i sensi, l’inaspettato al quale si deve far fronte con mezzi rudimentali: la levetta di accensione del motore che si rompe e l’astronauta che usa una penna per farlo partire. Eccola, l’avventura!

Non c’è sogno senza la percezione di un odore acerbo che ti spinge a ridiscutere tutto, a cambiare, ad accettare mutamenti, scossoni, viaggi.
Antonio Faeti, I diamanti in cantina, Il ponte vecchio, 2011

Un milione di persone il 16 luglio 1969 raggiunge luoghi vicini al sito di lancio e milioni di ascoltatori e spettatori in tutto il mondo seguono le operazioni alla radio e in tv. Il 20 luglio, l’impronta di un uomo è impressa sulla Luna. Per la prima volta, vediamo l’altra faccia del satellite, quella che la Luna non mostra mai ai terrestri. Per la prima volta, la Terra è così piccola che può scomparire dietro a un dito. L’allunaggio del 1969 è uno spartiacque nella storia dell’avventura.

Per celebrare i cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna, vale la pena riscoprire i classici della letteratura d’avventura, anche di ambientazione terrestre e marinaresca.

«Un tempo, un tempo non lontano dai giorni nostri, di oggi, l’intera letteratura per l’infanzia poteva coincidere con la letteratura avventurosa. Di un ragazzo lettore si diceva tranquillamente che “divorava libri di avventure”, e quello era proprio un modo per definire non una delle componenti del suo atteggiamento di lettore, ma il senso complessivo del suo collegarsi ai testi». (A. Faeti, I tesori nelle isole non trovate, Edizioni Junior, 2018).

Accanto ai classici, Armstrong, di Torben Kuhlmann, edito da Orecchio Acerbo, oggi disponibile anche con una nuova copertina e alcune pagine dedicate all’Apollo 11 e all’allunaggio. Tutto comincia nel 1966, quando un piccolo topo, amante di cannochiali e telescopi, scopre che non di formaggio, ma di pietra è fatta la luna!

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