Oggi è la terza Giornata Nazionale contro il Bullismo e il cyberbullismo, istituita dal MIUR per richiamare l’attenzione delle scuole su un problema che vede più della metà degli scolari e degli studenti direttamente coinvolti in quanto vittime.

Il fenomeno del bullismo, forse ancor più di altri, si verifica in una dimensione di sistema: spesso esso è esercitato dal gruppo e sempre necessita della presenza di testimoni. Il bullismo non è soltanto il tentativo di riscatto di un singolo – un bambino maltrattato in famiglia, un ragazzo incapace di equilibrio affettivo ed emotivo -, ma un esercizio di violenza che fa leva su un sistema di valori/disvalori condivisi e di imperativi sociali.
Un bambino mi ha insegnato una lezione importante. Mi ha chiesto: “qual è l’animale più forte del mondo?“. Ho proposto la tigre, il ghepardo, il gorilla. “No – mi ha detto – è la formica, che riesce a trasportare dieci volte il peso del proprio corpo”.
Il bullismo corre su quel filo che ci fa considerare la tigre esempio assoluto di forza, e la forza esempio assoluto di “valore”.
Il bullismo si combatte innanzitutto nella casa del bullo, che spesso non è il luogo protettivo di cui ogni bambino ha bisogno, ma la piattaforma di lancio della sua violenza, il cui carburante è la violenza adulta. Violenza fisica, verbale, mancanza di ascolto, povertà di parola.
Segnaliamo due iniziative per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo: Un Nodo Blu, campagna del MIUR, e Parole O_stili, alla quale aderiamo pubblicando il Manifesto della comunicazione non ostile (scaricabile qui).


